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    Coppa Davis, polemiche al vetriolo tra Volandri e Fognini.

    Volano gli stracci tra il capitano non giocatore ed il tennista di Arma di Taggia, a causa della mancata convocazione di quest’ultimo per il girone della fase finale della Coppa Davis, in programma a Bologna dal 13 al 17 Settembre. “Non lo merito!” tuona il ligure. “Ingrato” replica il capitano non giocatore.

    La “bomba” (non è un eufemismo definirla in questo modo) è scoppiata nel pomeriggio del 7 Settembre, quando Fabio Fognini ha affidato ad un post pubblicato sul suo account Instagram tutta la propria frustrazione per la mancata convocazione in nazionale per il girone della fase finale di Coppa Davis che l’Italia disputerà presso la Unipol Arena di Bologna dal 13 al 17 Settembre contro Svezia, Cile e Canada (nazione attualmente detentrice della prestigiosa “Insalatiera”).

    Il talentuoso giocatore Ligure, ex numero 9 della classifica mondiale e primo italiano di sempre a vincere un torneo di categoria Masters 1000 (a Montecarlo nel 2019) ha sottolineato il suo enorme attaccamento verso la maglia azzurra, ed ha letteralmente tuonato contro la scelta del capitano non giocatore della nazionale italiana, Filippo Volandri.

    Questi alcuni stralci delle principali dichiarazioni del tennista trentaseienne:

    “Difendere i colori azzurri e rappresentare il mio paese in giro per il mondo è sempre stata una priorità, un sogno realizzato.
    Vestire l’azzurro, sentire il calore del pubblico, competere in arene gremite con i nostri tifosi al seguito anche in trasferte improponibili mi ha sempre stimolato a dare il 110%. […] Ora, alla vigilia dell’ennesima sfida di Davis, mi trovo, mio malgrado, fuori dalla rosa dei convocati. Leggo su alcuni organi di stampa che avrei deciso e richiesto di fare un passo indietro, per riposare e tirare il fiato. Falso e pruriginoso! È stato un anno impegnativo e logorante ma a prescindere ho appositamente deciso di prendere parte al Genoa Open Challenger, per arrivare pronto e carico ai match di Bologna, in un contesto a me storicamente favorevole, al di là della superfice. […] Qualche settimana fa sono stato pre convocato e questa cosa mi ha reso ancora una volta felice e orgoglioso. Poi però lunedì, mentre ero a Genova, mi è arrivata la chiamata del capitano: improvvisamente non rientro più nei piani, senza spiegazioni giustificabili e con modalità che non ho condiviso, poco rispettose della mia storia e dei miei trascorsi azzurri, perché fino all’ultimo mi è stato comunicato che sarei stato in rosa e disponibile a scendere in campo e per questa ragione ho deciso di allenarmi e di giocare il Challenger al massimo delle mie forze per essere appunto pronto e a disposizione. Mi dispiace non sia stata usata chiarezza e sincerità. La mia storia non lo merita.”

    La replica del capitano non giocatore Filippo Volandri non si è fatta attendere troppo, ed è arrivata il giorno successivo, con toni tutt’altro che concilianti, tramite un comunicato ufficiale inviato all’Agenzia ANSA:

    “Mi dispiace leggere le parole di Fabio Fognini, per la scelta dei toni e dei termini, sopra le righe, che riserva non solo al sottoscritto, ma anche ad un team che lo ha sempre sostenuto e a una federazione che ne ha sempre accettato virtù e debolezze. Trovo le parole di Fabio profondamente ingrate. Mi rendo conto che il mio ingresso da capitano di Coppa Davis possa aver minato le sue sicurezze: sotto la mia gestione è sempre stato trattato come gli altri, e capisco che ne abbia potuto risentire. Il suo rendimento negli ultimi tre mesi non rispondeva ai criteri che, a mio parere, vanno soddisfatti per ottenere una convocazione in Davis. Ora, al netto delle modalità con cui ha deciso di raccontare questa storia, che non mi sorprendono anche se mi sarei aspettato, ripeto, un minimo di rispetto in più per la squadra, più che per me, va ristabilita la verità dei fatti. Nelle ultime sue apparizioni, Fognini ha inanellato ritiri e problemi fisici. Il suo rendimento negli ultimi tre mesi non rispondeva ai criteri che, a mio parere, vanno soddisfatti per ottenere una convocazione in Davis: massima integrità fisica e altissime motivazioni. Ha accusato problemi al pettorale e al tendine del piede, che gli hanno compromesso il torneo di San Marino e lo hanno costretto al ritiro a Como. Tanto che, mentre ero a New York, ho ricevuto la telefonata di un membro del suo staff medico che già in quel momento mi parlava di un Fabio in pessime condizioni. A quel punto, a proposito di motivazioni, ha deciso di mettere il suo recupero prima di ogni altra cosa, nazionale compresa, motivo per cui ha scelto di giocare a Genova, all’aperto e sulla terra, a dispetto di una Davis che a Bologna si gioca sul duro e al coperto. Nonostante gli sia stato proposto uno staff federale, con tecnici, preparatori atletici e medici a sua disposizione, proprio per tentare di recuperarlo. Dunque, ho rispettato la sua volontà ma non mi ha lasciato scelta, questa è la verità. Ripeto, auguro a Fabio di tornare ai livelli che gli appartengono e continuo a ringraziarlo per quello che ha fatto in passato in Coppa Davis. Si tratta dell’ultima volta che affronto pubblicamente questo argomento, siamo alla viglia di un appuntamento importante, molto più dei nostri destini personali, perciò dobbiamo concentrarci tutti sull’obiettivo”.

    Insomma, una polemica aperta e asperrima tra allenatore e giocatore, che appare ben lungi dall’essere chiarita e/o conclusa, e che va inevitabilmente a minare la serenità e la concentrazione non solamente dei giocatori e dello staff tecnico della nazionale, ma dell’intero movimento tennistico azzurro, già destabilizzato in questi giorni dall’annunciata rinuncia alla convocazione di Jannik Sinner, pesantemente stigmatizzata dal grande Nicola Pietrangeli, il quale ha dichiarato che se l’altoatesino dovesse disputare un torneo dopo aver rifiutato la chiamata in nazionale, allora meriterebbe di essere squalificato dalla medesima.

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