Ad una specifica domanda in merito qualche anno fa, aveva risposto che non l’avrebbe mai fatto.
E si può ben dire che sia stato di parola.
Il tennista croato Ivo Karlovic si è ritirato dall’attività agonistica, pur senza annunciarlo ufficialmente. La conferma della cessazione della carriera professionistica del gigante croato (il cui ultimo match disputato risale al primo turno dello US Open 2021, nel quale venne sconfitto per tre set a zero dal russo Andrei Rublev) non è avvenuta tramite un comunicato del diretto interessato, a mezzo stampa o tramite i social network, bensì indirettamente, grazie alla WADA, l’agenzia mondiale antidoping, che ha inserito il nome del giocatore all’interno della lista che comprende i giocatori ritirati, e quindi non più soggetti agli obblighi del programma antidoping, tra i quali quello di comunicare costantemente la loro posizione all’agenzia in caso di controlli a sorpresa.
Nato a Zagabria il 28 Febbraio del 1979, Karlovic ha vinto 8 tornei ATP 250 (o equivalenti) in carriera, e raggiunto un best ranking di numero 14 della classifica mondiale il 18 Agosto del 2008.
Il suo nome assurse alle cronache sportive internazionali durante l’edizione 2003 di Wimbledon, quando, semisconosciuto si fregiò del prestigioso scalpo di Lleyton Hewitt, allora numero uno della classifica mondiale, diventando il primo e finora unico giocatore dell’era Open ad essere riuscito a sconfiggere al primo turno il detentore del titolo nel prestigioso torneo londinese (e il secondo in assoluto dopo Charlie Pasarell, il quale sconfisse Manolo Santana nel 1967 durante il primo turno del medesimo torneo).
Alto 211 centimetri (il giocatore più alto della storia del tennis, insieme all’americano Reilly Opelka), il tennista croato ha basato molta del successo della propria carriera sulla potenza e l’efficacia del proprio servizio, con il quale riusciva a conseguire molti punti diretti. Per un anno, segnatamente dal 2011 al 2012, ha detenuto il record relativo al servizio più veloce della storia, fatto registrare in un doppio di Coppa Davis che vedeva opposta la nazionale croata alla rappresentativa tedesca, e misurato a 251 chilometri orari. Tale misurazione venne in seguito superata dal tennista australiano Sam Groth, che fece registrare nel torneo Challenger sudcoreano di Busan, l’impressionante velocità di 263 chilometri orari.
Alla grandissima qualità della battuta (sia piatta e potente, sia tagliata con impatto slice), hanno sempre fatto da contraltare un rovescio assai deficitario, un dritto potente ma falloso, e dei grandi limiti relativi alla mobilità generale, dovuta all’imponente mole volumetrica, nonostante un fisico complessivamente asciutto e non “pesante”. Per questo motivo il gigante di Zagabria ha sempre privilegiato un gioco prettamente serve & volley rispetto al palleggio da fondocampo nel quale per i motivi summenzionati non sarebbe mai riuscito ad essere efficace, diventando uno dei migliori interpreti del circuito professionistico in relazione al gioco di volo.
Nella sua carriera ha totalizzato un numero complessivo di 13728 ace messi a segno in un totale di 694 partite ufficiali disputate (secondo di sempre in questa particolare statistica al momento del ritiro, dietro solamente allo statunitense John Isner, che lo ha superato nel Luglio del 2022).
Massimiliano Bellanca
